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UN INVITO AL TEATRO no limits

L'accesso alla cultura è un diritto di tutti. UN INVITO AL TEATRO no limits nasce proprio per garantire questo diritto e accrescere la fruizione del patrimonio culturale da parte degli spettatori non vedenti, ipovedenti e non udenti, ciò è possibile grazie alla realizzazione di supporti audio descrittivi e di sopratitolaggio.

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Come si rende accessibile uno spettacolo

L'audiodescrizione consiste nel dotare gli spettatori di cuffie wireless, collegate alla sala di regia. Qui, un lettore professionista li “guiderà” lungo lo sviluppo narrativo dello spettacolo, senza interferire in alcun modo con lo svolgimento della messa in scena. Il racconto del lettore riesce quasi magicamente a rendere “visibili” tutti quei particolari silenziosi, componenti fondamentali e significativi di qualunque opera teatrale (scenografie, costumi, movimenti ed espressione degli attori, etc..).
Vengono inoltre fornite informazioni aggiuntive, di carattere storico e letterario, che possano completare la comprensione dell'opera. 

Un invito al teatro no limitsIl testo dell'audiodescrizione viene preparato precedentemente e si integra perfettamente con il copione teatrale senza mai sovrapporsi ai dialoghi e alla colonna sonora. Non è un'operazione standard e sempre identica: tutto viene realizzato dal vivo, in modo da poter ricercare una sinergia perfetta con ogni rappresentazione, ovviando a eventuali discrepanze nei tempi della messa in scena. Inoltre, quando possibile, il servizio si integra con un tour tattile. 

Il tour tattile è un vero e proprio viaggio sul palco che viene organizzato compatibilmente con le tempistiche di scena e nel pieno rispetto delle normative di sicurezza. Grazie alla collaborazione dello staff di compagnia, gli spettatori hanno la possibilità di recarsi sul palco e toccare con mano le scenografie, gli elementi di scena e i costumi. Si tratta di un'esperienza integrativa che permette allo spettatore una piena confidenza con la messa in scena a cui da lì a poco andrà ad assistere. 

La sopratitolazione invece evidenzia i dialoghi, riportando anche le intonazioni della voce, i dettagli sonori e musicali di un'opera, in modo tale da restituirne appieno il significato. I sopratitoli vengono proiettati su uno schermo posizionato in alto, ben visibile al pubblico, senza che interferisca con le scenografie. Grazie a un videoproiettore, collegato a un pc, un operatore “lancia” i sopratitoli dal vivo, mutuando una tecnica ormai in uso da anni nei film festival. I sopratitoli vengono realizzati rispettando le esigenze del pubblico cui sono destinati, tenendo in considerazione tutti i criteri di visibilità, leggibilità, comprensibilità e coesione sintattica, il tutto attenendosi fedelmente al testo teatrale in oggetto.

Il risultato è un piccolo miracolo. I riscontri più sorprendenti riguardano proprio le emozioni che gli spettatori non vedenti e ipovedenti raccontano di provare. Il video qui sotto ve ne mostra una parte

 

Il teatro è un’arte meravigliosa e unica: renderla accessibile a tutti è un obiettivo tanto importante quanto doveroso.

 

 

L'importanza assoluta dell'inclusione 

La parola inclusione esprime un gesto di integrazione, di inserimento. Di accesso a qualcosa che prima era precluso, impossibile. L’audiodescrizione e il sopratitolaggio fanno proprio questo: permettono alle persone con disabilità sensoriali visive un collegamento vero ed efficace con la realtà rappresentata.  

attore teatro palcoPer cogliere anche solo in parte quanto questo sia fondamentale, pensate a quanto, nella costruzione della vostra identità personale e relazionale sia stato e sia tuttora indispensabile avere accesso ai mezzi di comunicazione e all’arte. Come il teatro, certo, ma anche il cinema, la televisione, i musei, gli eventi sportivi, eccetera. Riuscite a immaginare quanto diversi, quanto incompleti sareste oggi senza tutto questo? Senza avere vissuto e fruito queste situazioni, nei contesti relazionali ad esse deputati? La mancanza e la privazione sarebbero immense, proprio perché cultura e spettacolo sono elementi cardine per la nostra vita. Conducono a coesione sociale e crescita individuale, significano possibilità di interpretare il mondo e realizzarsi. L’alternativa sarebbe una chiusura personale, una privazione inaudita che si rifletterebbe anche nel lavoro e nella società che ci circonda. Ed è esattamente ciò che rischiano e troppo spesso devono subire moltissime persone.

Con l’audiodescrizione questa esclusione viene eliminata. Si abbatte anche la barriera architettonica più subdola di tutte: il buio. Infatti l’audiodescrizione è – ad oggi – il solo modo di rendere democratico e omnicomprensivo uno spettacolo teatrale, così come un film o una mostra d’arte. E lo stesso vale per il sopratitolaggio, nei confronti delle persone sorde o ipoudenti.

Nelle bellissime parole di Laura Raffaeli, Presidente di Blindsight Project

«Considerare l’audiodescrizione un semplice ausilio è riduttivo, almeno per chi vive la cecità: per chi non vede, avere la possibilità di una voce che descrive ciò che sta avvenendo nel mondo reale, che sia un film, uno spettacolo teatrale, o un altro qualsiasi evento o situazione, è come vedere, ma soprattutto per “vedere” non siamo più costretti a toccare, come sempre deve succedere nel nostro mondo tridimensionale, il mondo 3D che appartiene a chi intorno ha solo buio. L’audiodescrizione apre quindi anche le magnifiche porte dell’immaginazione, con cui si convive sia se si nasce ciechi, sia se lo si diventa, anche se in quest’ultimo caso è molto più difficile tutto.»

 

L'obiettivo di Teatro No Limits è proprio quello di inserirsi in un percorso che porti, il prima possibile, a un’accessibilità libera e totale alla cultura in Italia. Musei, biblioteche, teatri, cinema... tutti questi luoghi dovrebbero far crollare ogni tipo di barriera anziché farle persistere. Ogni spettacolo fin dal suo allestimento dovrebbe prevedere i supporti integrativi come elementi di base. Invece purtroppo uno spettacolo audiodescritto è ancora troppo spesso un evento straordinario e poco conosciuto. A farcelo capire è, ancora una volta, Laura Raffaeli:

«L’audiodescrizione è uno dei pochi collegamenti con il mondo reale che le persone con disabilità visive hanno: realizzarla, fino a farla diventare una cosa normale e conosciuta da tutti, è il primo step per una vera inclusione. (...) Ascoltando un’audiodescrizione, chi non è nato cieco ha la possibilità di ritrovare parte di quella realtà perduta, quindi di riequilibrarsi notevolmente ed è agevolato nel disumano percorso di “rientro”, mentre chi invece è cieco dalla nascita, ha praticamente la possibilità di “vedere”. Per concludere: a noi che non vediamo basta solo una voce che ci descrive cosa c’è nel buio per sentirci integrati e inclusi nel mondo reale, così come per chi non sente lo è poter leggere un sottotitolo del parlato, o per chi è “normodotato” ed è alla guida della sua auto in una zona sconosciuta col suo navigatore.»

Ultima modifica il Martedì, 24 Ottobre 2017 10:24

Il Centro Diego Fabbri nasce della collaborazione di più soggetti e persone per organizzare e promuovere eventi, azioni e progetti legati ad arte e cultura. L’idea di base è anche quella di mantenere viva la lezione e l’impegno di Diego Fabbri sui temi e le questioni vitali del teatro e dei linguaggi dello spettacolo.

Il Centro Diego Fabbri è nato il 1 Giugno 2004 e vede tra i suoi soci l’Università di Bologna, la Provincia di Forlì-Cesena, il Comune di Forlì, i rappresentanti della Famiglia Fabbri e l’Associazione "Incontri Internazionali Diego Fabbri".

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